Come scegliere le cuffie per lo yoga
Non tutte le cuffie wireless vanno bene per una classe. Ecco i criteri che contano davvero quando a indossarle sono venti persone sdraiate su un tappetino.
Radiofrequenza, non Bluetooth
Il Bluetooth collega un telefono a una cuffia. Per una classe serve il contrario: un trasmettitore che parla a tutte le cuffie insieme, senza abbinamenti e senza app. I sistemi in radiofrequenza lavorano su bande dedicate e non dipendono dal Wi-Fi.
Comfort e appoggio
Nelle posizioni a terra la testa appoggia sul tappetino: padiglioni morbidi evitano punti di pressione. Per le pratiche distese e lunghe, come lo yoga nidra, il comfort conta più di ogni altra cosa.
Luci spegnibili
I LED sono utili per orientarsi tra più canali e fanno festa in uno yoga party, ma nel rilassamento finale una luce accesa disturba. Scegli modelli in cui le luci si possono spegnere.
Comandi semplici
Chi pratica a occhi chiusi deve trovare il volume al tatto. Meno pulsanti ci sono, meglio è: un tasto per il canale e un comando per il volume.
Autonomia
Per una lezione bastano poche ore, ma per un festival o una giornata di workshop serve una batteria che arrivi a sera. Le cuffie che usiamo arrivano fino a 10–14 ore, secondo modello e volume.
Quanti canali
Per lo yoga tre canali bastano: uno per la lezione, gli altri per una seconda classe, una variante, una traduzione o un DJ. Più canali complicano l’uso senza dare vantaggi reali a un gruppo che pratica.
Le due cuffie che consigliamo, con i dati, sono in cuffie per yoga.
I cinque criteri
Una sola sorgente per tutte le cuffie, senza app.
Per le posizioni a terra e le pratiche distese.
Per il rilassamento finale al buio.
Volume facile da trovare a occhi chiusi.
Bastano per classi parallele, varianti o un DJ.

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